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Al museo Garda di Ivrea rivive l’antico profumo della saliunca

Museo Civico Garda - Ivrea

A offrirci lo spunto è niente meno che Plinio il Vecchio, che nella sua opera Naturalis Historia, collega la città di Eporedia e i suoi dintorni alla Saliunca, una pianta di aspetto modesto ma di rilevante valore commerciale. Il suo soave profumo, infatti, era apprezzatissimo dai romani, disposti a pagare a peso d’oro l’olio estratto, utilizzato nella cosmesi.

Il profumo della saliunca ha attratto la nostra attenzione perché Paola Mantovani, Direttore del museo Garda di Ivrea – l’antica Eporedia citata dal naturalista Plinio – è ideatrice di un progetto che è un esempio di vivenza, vale a dire la capacità di raccontare l’identità di un territorio, il carattere di un luogo e la sua tradizione. Ma anche capace di vitalizzarla, riconnettendo storia e tradizioni al tessuto produttivo locale.

Ci racconta in cosa consiste il progetto promosso dal museo Garda?

Stiamo facendo un tentativo di ricreare l’antico profumo con l’estrazione degli olii essenziali della saliunca. A incoraggiarci è stato il fatto che in altri territori, soprattutto in Carinzia, la pianta cresce spontanea ed è ancora utilizzata come base per prodotti di bellezza utilizzati nei centri benessere locali.

Museo Garda di Ivrea

Pensate di farne un prodotto di merchandising per il Museo?

L’idea di riprodurre l’essenza poteva in effetti limitarsi a essere uno sfizio, la creazione di un oggetto di merchandising ricercato, caratteristico del territorio. Invece, l’obiettivo è anche quello di riconnettere il museo alle tradizioni del passato, pur senza trascurare il fatto che se si riuscisse a ricreare una linea di prodotti, questa potrebbe rappresentare una possibilità per creare una microeconomia sul territorio.

Il progetto può contare sul sostengo di partner esterni al museo?

Il progetto si inserisce in un disegno più vasto, che purtroppo al momento non ha trovato finanziatori, e che prevede la collaborazione con naturalisti e agronomi del parco naturale del Mont Avic – un’area montana della valle d’Aosta dove ancora cresce spontanea la saliunca – per studiare a fondo le proprietà della piante e verificare, in collaborazione con l’istituto agrario, la possibilità di iniziarne una coltivazione in forma sperimentale. L’interesse dell’iniziativa andrebbe quindi oltre al prodotto, e potrebbe generare una catena virtuosa sul territorio finalizzata alla produzione e commercializzazione.

Museo Garda di Ivrea

Com’è che un museo civico è passato dal concetto di conservare a quello di rivitalizzare e riportare in vita un tratto del patrimonio territoriale?

Il compito del museo è quello di conservare e valorizzare, ma nello stesso tempo i musei che riescono a radicarsi maggiormente sul territorio sono anche quelli che utilizzando le conoscenze del passato come fossero risorse da investire per il futuro, si rendono capaci di creare nuove ricchezze, non solo culturali ma anche economiche.

Un prodotto contiene e racconta anche la storia di coloro che lo hanno realizzato attraverso il proprio lavoro. A chi si è pensato per far tornare in vita questo antico profumo?

La scelta è stata vincolata dalla stessa conformazione del territorio. La pianta cresce spontanea nel parco del Mont Avic, per questo sono stati contattati gli agronomi del parco. Abbiamo avuto contatti con le scuole d’arte del territorio, i cui studenti potrebbero sviluppare il packaging e occuparsi della promozione del prodotto. L’ultimo anello è rappresentato dalla scelta dell’azienda che dovrà sviluppare il profumo. Vorremmo contattare e scegliere un’importante azienda storica, come la Tonatto di Torino. Molto dipenderà dalla voglia delle imprese di mettersi in gioco e dai finanziamenti. Se la pianta risultasse essere coltivabile, pubblicheremo un bando per la sperimentazione della coltivazione a livello locale.

Un profumo è un prodotto che come pochi altri testimonia il valore dell’intangibile: non si vede, non si tocca eppure può valere oro, come la saliunca per i romani. Il patrimonio intangibile rappresentato da cultura e tradizione, può diventare leva economica?

Certamente, e a questo proposito esiste un altro prodotto intorno al quale in futuro si potrà fare un approfondimento storico: si tratta di un altro prodotto naturale, la canapa, che è la pianta simbolo di Ivrea da cui deriva anche il nome di tutta l’area: il Canavese. La canapa è già stato oggetto di interesse di artisti, anche stranieri. Oltre a essere di stimolo per filiere produttive, questo prodotto può stimolare la creazione di opere d’arte, e chiudere così il circolo virtuoso tra cultura e produzione.

Il museo Garda promuovere il genius loci di un luogo attraverso la valorizzazione di un sapere, una tradizione che genera un prodotto. Cosa ci si aspetta dalla saliunca?

Potrebbe essere uno stimolo per ripensare in maniera positiva alla capacità di fare di un passato lontano un vissuto a noi vicino. E anche un modo per stimolare l’imprenditorialità a utilizzare in maniera costruttiva e positiva la ricchezza che ci ha lasciato Adriano Olivetti, per non considerarla ancora come un lutto non elaborato e non superabile.
Ora, quello che serve per dare impulso al progetto è la presenza di imprenditori che sposino l’idea e credano nella possibilità di sperimentare una produzione.

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