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Italiano Lingua Viva, motore dell’economia e del lavoro


Questa settimana si è svolta a Firenze la seconda edizione degli Stati Generali della lingua italiana, intitolata Italiano Lingua Viva. L’evento ha approfondito i temi della promozione linguistica e culturale all’estero con particolare attenzione al ruolo del mondo dell’impresa e delle produzioni creative del Made in Italy, proseguendo la riflessione avviata nel 2015. L’iniziativa è avvenuta in concomitanza con la XVI Settimana della lingua italiana nel mondo (che finirà il prossimo 23 ottobre) dedicata al tema della creatività il cui titolo è L’italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design.

Sempre questa settimana è stato lanciato il nuovo Portale della lingua italiana nel mondo: www.linguaitaliana.esteri.it, iniziativa voluta e realizzata dal ministero degli Esteri per difendere la nostra lingua dall’ uso sempre più frequente di neologismi ed anglicismi e rendere disponibili a tutti le informazioni legate allo studio della lingua italiana nel mondo.

Alcuni dati interessanti

Uno dei dati più interessanti presenti all’interno del portale riguarda il numero degli studenti di italiano nel mondo, in crescita esponenziale. Secondo i dati forniti dal ministro degli Esteri durante gli stati Generali della lingua italiana nel mondo a Firenze, si è passati dai 1,5 milioni nell’anno scolastico 2012/2013, ai 1,76 milioni nel 2013/2014, ai 2 milioni e 233mila dell’anno 2014/2015. L’incremento è dovuto “a un aumento d’interesse degli stranieri per l’apprendimento dell’italiano, ma anche a un affinamento della ricognizione svolta dalla rete diplomatico-consolare e degli istituti italiani di cultura, che ora ha permesso di censire le scuole private e tutti quei contesti di insegnamento autonomo di solito non ricompresi nelle statistiche ufficiali”.

Tra i Paesi stranieri dove lo studio dell’italiano è più diffuso troviamo al primo posto la Germania, che conta 337mila studenti di italiano, seguita dall’Australia con 326mila, la Francia con 274mila e gli Stati Uniti con 212mila studenti. Tra le nazioni in cui lo studio della lingua italiana risulta essere in forte crescita troviamo anche l’Egitto (circa 125mila studenti), mentre in numero ridotto coloro che studiano la nostra lingua in Corea del Nord (13 studenti), in Sri Lanka, Qatar e Bahrein (15) e Bangladesh (10).

Il pensiero Genius Faber

Nella seconda edizione degli Stati Generali della lingua italiana è stato approfondito anche il tema dell’uso della lingua italiana nelle strategie di comunicazione delle aziende del Made in Italy con la partecipazione di rappresentanti dei settori della moda, del design, dell’enogastronomia e dell’auto-motive.

Questo per noi è motivo di orgoglio: è centrale l’importanza di usare l’italiano nel nostro modo di lavorare e di esprimerci. L’italiano ha un grande valore per il sistema economico, pensiamo al legame fortissimo tra la lingua italiana e le produzioni tipiche del Made in Italy.

Il Presidente della Repubblica Mattarella, in apertura di questa seconda edizione degli Stati Generali della lingua italiana, ha dichiarato che anche la lingua italiana veicola all’estero il sistema-Paese: «Proporre la qualità Italia è la sfida di fronte a noi» e la «promozione del sistema Paese» passa attraverso «la promozione della lingua italiana»; un «contributo fondamentale alla causa della nostra cultura e della nostra lingua» arriva dalle «industrie del nostro Paese che hanno puntato sulla internazionalizzazione perché esprimono «quella civiltà e quell’umanesimo del lavoro che costituisce tanta parte del nostro bagaglio».

Stati Generali della Lingua italiana 2016
Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del sistema Paese del Ministero degli Esteri ha sottolineato come noi italiani «esprimiamo uno stile con le parole».

Perché dovremmo usare di più l’italiano, una lingua decisamente meno parlata nel mondo rispetto a altre come l’inglese o lo spagnolo? «L’italiano è una lingua viva e, anche se non ne abbiamo grande consapevolezza, lo è attraverso le varie espressioni della creatività italiana.

Leggiamo su Il Sole 24 Ore di ieri l’articolo di Silvia Pieraccini dal titolo “Nelle Americhe in 500mila studiano italiano”: la lingua italiana può essere, ancor più di quant’è oggi, formidabile strumento per la diffusione di cultura, stile di vita e imprenditoria tricolore.

Da queste giornate è emersa infine la proposta di legge per la difesa della lingua italiana, presentata a Firenze durante la prima giornata degli Stati Generali della Lingua italiana dal deputato Forza Italia Di Stefano, il consigliere provinciale di Bolzano Urzì e l’on. Alemanno: “Difendere la nostra lingua dalla crescente imposizione dell’inglese e dalla cancellazione delle denominazioni italiane nei toponimi in Alto Adige”.

All’interno del documento, si sottolinea anche il fatto che oggi sono 4000 gli anglicismi penetrati nell’italiano corrente, mentre viene sempre più imposto l’uso dell’inglese nella vita interna delle imprese, nella comunicazione e negli insegnamenti universitari. “Già nel 2014 l’Accademia della Crusca – si legge nella nota – aveva preso posizione contro l’iniziativa di alcuni atenei (in primo luogo il Politecnico di Milano) di far studiare per l’intero corso magistrale le discipline curriculari in inglese. Da allora si sono moltiplicati casi di questo genere da parte di autorevoli Università, al punto da dare corpo alle previsioni secondo cui nell’arco di 80 anni assisteremo al collasso dell’uso della lingua italiana, fino alla sua progressiva scomparsa”.

Chiudiamo con una riflessione

La lingua italiana è la quarta lingua più studiata nel mondo dopo l’inglese, lo spagnolo e il cinese ed è in crescita esponenziale. L’italiano è sempre più amato e diffuso e i numeri lo dimostrano: nel biennio 2015/16, oltre 400 mila studenti in più rispetto al biennio precedente, hanno iniziato a studiare la nostra lingua.

Qual è stata la spinta? L’arte, la cultura, il nostro design, l’enogastronomia, il tutto veicolato sempre più dal made in Italy.

Non solo, ricordiamo una celebre frase di E. Forster: “Non si viene in Italia in cerca di cose gradevoli, ci si viene in cerca della vita”.

Foto: Presidenza della Repubblica

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